• ALOE VERA & ROSA MOSQUETA

    Oggi vi parliamo di una semplicissima combinazione che a noi fa letteralmente impazzire!

    Avete un’idea di cosa succede se mescoliamo l’Aloe Vera con l’olio di Rosa Mosqueta?

    Come già sappiamo l’Aloe Vera è una pianta dalle proprietà astringenti, idratanti ed antibatteriche. Ottimo se ingerito poiché ricca fonte di aminoacidi, e vitamine A,B,C,ed F.

    La Rosa Mosqueta invece è un arbusto selvatico e l’olio viene ricavato dai semi del suo frutto. Ha un grande potere rigenerante e viene spesso utilizzato per cicatrici, smagliature e come antirughe.

    Ora mettiamo insieme questi due elementi e vediamo quali sono i benefici per la nostra pelle:

    • Pelle Grassa: Ottimo astringente pori quindi opacizza e libera la pelle dalle tossine creando un equilibrio perfetto.
    • Pelle acneica: Come sopraindicato, pulisce via le tossine dalla nostra pelle ed essendo anche un antisettico previene infezioni, infiammazioni e quei maledetti punti neri nelle zone più critiche.
    • Detergente: Lo avete capito vero? PU-LI-SCE-VI-A-LE-TO-SSI-NE. Quindi è un ottimo alleato per ottenere una pelle fresca e pulita, non usatelo solo per  struccarvi la sera ma anche al mattino appena sveglie prima di mettere la vostra crema viso. Indicato anche come dopobarba per il vostro Uomo.
    • Rughe, Cicatrici e Smagliature: Le proprietà rigeneranti di entrambi i componenti agiscono in profondità e sono in grado di ridurre visibilmente inestetismi come le rughe, la pelle secca, le macchie di pigmentazione, le smagliature, le cicatrici da acne e le macchie solari.

    Quando vi abbiamo parlato di una semplicissima combinazione intendevamo che potete farla tranquillamente voi a casa, come?

    Ecco due alternative:

    1. In modo molto casereccio, procuratevi una pianta di Aloe Vera, bella, dalle foglie grosse e carnose, e comprate l’olio di Rosa Mosqueta (Qui il nostro) Aprite le foglie  e con un cucchiaino andate a ‘spolparle’  dopodiché aggiungete qualche goccia d’olio.
    2. Avete l’olio di Rosa Mosqueta ma avete paura di far morire una piantina di Aloe? Allora procuratevi il prodotto che vi interessa a base di Aloe Vera (viso, corpo, latte struccante, ecc) e aggiungete, ad ogni utilizzo, qualche goccia di olio. (Qui i nostri prodotti)

    Noi ci abbiamo già provato ed i risultati non sono tardati ad arrivare, e voi che aspettate?

  • Vegani & Cosmetici

    Oggi parliamo di una fetta del mercato cosmetico in grande espansione, ovvero i cosmetici vegani.

    Come già sappiamo, i vegani non si limitano solo a non mangiare prodotti di derivazione animale, ma conducono uno stile di vita completamente cruelty free, quindi niente maglioni di lana, né lenzuola di seta, né scarpe, borse, divani o sedili di pelle, né quanto meno cosmetici testati su animali o con ingredienti ottenuti grazie allo sfruttamento animale.

    Queste sostanze non sono di vitale importanza per i cosmetici giacché possono essere sostituite con prodotti vegetali o ingredienti sintetici biotecnologici, inoltre i costi di produzione sono più alti rispetto a quelli di origine non animale.

    Gli olii vegetali, come quello di mandorla, di cocco o di germe di grano potrebbero rimpiazzare sostanze idratanti ed emollienti come la Lanolina, ricavata dalla pelle della pecora, lo Squalene, estratto dal fegato degli squali, o l’Acido Stearico che si estrae dal grasso del maiale o del montone.

    Le proteine della Soia invece, sostituirebbero volentieri la famosa Cheratina, spesso ricavata dalle criniere, le piume o dalle corna degli animali, ma anche il Collagene, proteina contenuta nel tessuto connettivo degli animali.

    La biotecnologia ha fatto grandi passi e oggi fornisce innumerevole sostanze che manderebbero nel dimenticatoio ingredienti come l’Acido Ialuronico, estratto dalle creste dei galli, l’Allantoina ricavata dall’acido urico di tanti mammiferi, il Muschio Bianco, che ahimè, è una fragranza ottenuta dai genitali del cervo muschiato o dei castori, oppure l’Ambra Grigia, prodotta dall’intestino dei capodogli.

    L’Elastina invece è una proteina che si trova nei legamenti del collo delle mucche e ha come alternativa le proteine dei tessuti vegetali, mentre la Cocciniglia, colorante ricavato da alcuni insetti, potrebbe essere rimpiazzata dal succo di barbabietola, pensate a quante piccole bestione servono per produrre 1kg di polverina rossa?

    Altre sostanze da tenere sott’occhio nei vostri INCI potrebbero essere l’olio di pesce, la cera d’api, il miele,la propoli,  la caseina, l’angora e la vitamina D.

    Resta da capire come mai le case produttrici di cosmetici non sostituiscono definitivamente queste sostanze con quelle vegetali guadagnando così tanti pollici in su.

  • INCI: International Nomenclature of Cosmetic Ingredients

    Come avevamo anticipato nel post sulle certificazioni cosmetiche, oggi vogliamo chiarirvi un po le idee per quanto riguarda l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) dei prodotti che usiamo ogni giorno.

    Come prima cosa dovete sapere che questo elenco di ingredienti è obbligatorio da una decina d’anni a livello mondiale, e serve naturalmente per tutelare il consumatore.

    Ma come si legge questa lunga lista di parole indecifrabili?

    Ci sono due regole fondamentali.

    Prima regola: l’ordine degli ingredienti, questi sono indicati a seconda della percentuale presente nel prodotto, da quella più alta a quella più bassa, quindi il primo che leggiamo è quello che troveremo in maggior quantità e così via.

    Seconda regola: la lingua nella quale viene indicato l’ingrediente, se mantengono il loro nome in latino significa che non hanno subito alterazioni chimiche, come ad esempio capita con gli oli vegetali puri, se invece troviamo denominazioni in inglese o numeriche  significa che c’è lo zampino della sintesi chimica.

    Una volta imparati questi due concetti non ci rimane che capire nello specifico quali sono le sostanze nocive che sarebbe meglio evitare nei cosmetici:

    Iniziamo dai TENSIOATTIVI,  che aiutano, in parole povere, a detergere, ecco, questi non devono assolutamente derivare dalla raffinazione del petrolio, derivazione indicata dalla parola sulfate (o con lo sigle SLS e SLES), accanto a questi tensioattivi, solitamente troviamo, sopratutto nei prodotti che fanno schiuma, le sigle MEA, DEA e TEA, acidi grassi che causano acne, forfora e vengono considerati cancerogeni.

    Passiamo ai CONSERVANTI, sostanze che vengono aggiunte ai prodotti contenenti l’acqua in modo tale da evitare la nascita di muffa o batteri, tra i più famosi troviamo:

    – PARABENI, ingredienti che finiscono in -paraben , utilizzati nelle creme idratanti, nei deodoranti, nei dentifrici e in tanti altri prodotti di uso quotidiano, non è un conservante illegale, ma penetra nella pelle e si accumula nei tessuti pertanto si sospetta sia cancerogeno.

    – FORMALDEIDE, oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida, la sua cancerogenicità è stata accertata ma viene utilizzata in piccole quantità. Attenzione però ai conservanti che rilasciano Formaldeide e si nascondono tra gli ingredienti, come il QUATERNIUM 15, TRICLOSAN, IMIDAZOLIDINYL  UREA, DMD HYDANTOIN , METHYLISOTHIAZOLINONE, METHYLCHLOROISOTHIAZOLINONE.

    – KATHON CG, ancora un conservante anti microbico molto utilizzato, però classificato come irritante , sulle etichette lo troviamo anche con i sinonimi GROTAN, EUXIL, ISOTIAZOLINA.

    Arriviamo ai famosi SILICONI, polimeri inorganici, che creano una pellicola sulla pelle o sui capelli per renderli apparentemente sani, impedendo la naturale idratazione e la traspirazione cutanea, non è un ingrediente curativo come invece le aziende vorrebbero farci credere.

    Come li distinguiamo? Finiscono quasi sempre in -ONE e -XANE, o vengono nominati con 3 o 4 lettere in maiuscolo, come PEG, PPG, EDTA, ecc.

    Infine, ci teniamo a indicarvi velocemente anche i seguenti ingredienti nocivi:

    ALLUMINIUM comunemente usato nei deodoranti, danneggia in modo significativo il DNA delle cellule, quindi cancerogeno, COAL TAR  catrame naturale usato per la cura della psoriasi, IDROCHINONE presente nei prodotti schiarenti è nocivo ed irritante, TOLUENE utilizzato per stendere meglio gli smalti viene collegato a disturbi del sistema nervoso  e causa danni ai reni, FTALATI e PFD.

    E’ importante conoscere gli ingredienti dei cosmetici che la nostra famiglia utilizza quotidianamente per poter limitarne l’utilizzo, per esserne almeno consapevoli  o, per le più convinte, eliminarli completamente dalla nostra beauty routine.

    A voi la scelta.

  • Cruelty Free & Certificazioni cosmetiche

    Spalmare sulla nostra pelle sostanze nocive o contribuire ad alzare il fatturato di aziende cosmetiche che praticano ancora test sugli animali è purtroppo una triste realtà, nessuno dice di diventare vegane animaliste convinte, non è questione di adottare idee estremiste ma di acquisire consapevolezza e senso civico, avete un’idea di quante sostanze cancerogene e tossiche penetrano attraverso la nostra pelle?

    Ma siamo sincere, quante di noi per comodità, per stanchezza, ma anche per un fatto economico, fa la spesa senza neanche guardare l’inci della nostra crema viso, del bagnodoccia di nostro figlio, o del deodorante di nostro marito?

    Degli ingredienti da evitare nei cosmetici parleremo più avanti, oggi vorremo parlarvi delle certificazioni che potrebbero aiutarci ad acquistare con sicurezza.

    Iniziamo dai nostri vicini di casa, i francesi hanno il più diffuso ente di certificazione al mondo: ECOCERT,  il quale si suddivide in Cosmetici Biologici, dove il 95% degli ingredienti devono essere di origine naturale tra cui un 95% di quelli vegetali devono essere  di certificazione biologica, ed i Cosmetici Ecologici, ovvero dove c’è sempre il 95%di origine naturale ma basta il 50% di ingredienti certificati bio. Inoltre in Francia esiste anche lacertificazione COSMEBIO, anche questa articolata su due livelli che seguono la stessa filosofia del Ecocert: Bio ed Eco.

    Si deduce quindi che, in entrambe le certificazioni, sono ammessi elementi di sintesi per un 5%.

    ecocert cosmebio1

    In Germania c’è la certificazione BDIH, dove le direttive per i cosmetici sono ri-gi-di-ssi-me e non ammettono ingredienti di origine petrolchimica. Mentre in Inghilterra, troviamo la SOIL ASSOCIATION, che ammette come minimo un 70% di ingredienti certificati biologici.

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    In Europa abbiamo altre tre certificazioni  riconosciute a livello internazionale:

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    NATRUE, nata grazie ad un gruppo di aziende tedesche, è suddivisa in tre categorie, Cosmetici Naturali, dove esiste un elenco di  ingredienti ammessi, eventuali metodi di lavorazioni accettate e una percentuale minima di ingredienti naturali che varia a seconda del utilizzo del prodotto; Cosmetici Naturali con Componenti Biologici, oltre ai requisiti precedenti richiede percentuali ancora più alte di ingredienti naturali ed almeno il 70% di questi dovranno essere di origine biologica, Cosmetici Biologici, dovranno rispettare tutte le prerogative precedenti  ma la percentuale degli ingredienti di origine biologica dovrà essere pari o superiore al 95%.

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    ECO LABEL,  questa certificazione non prende in considerazione il biologico ma l’impatto ambientale ridotto, si basa sulla quantità di acqua necessaria per diluire una sostanza nociva e renderla così inoffensiva per l’uomo e l’ambiente. Richiede ingredienti di elevata biodegradabilità e dalla bassa tossicità per l’ambiente marino, di conseguenza, il packaging è davvero molto importante.

     

    COSMOS STANDARD, promosso dalla maggior parte degli enti sopracitati, è articolata su due livelli, Cosmos Organics con un 20% di materie prime biologiche, e Cosmos Natural dove prevalgono ingredienti naturali e le sostanze petrolchimiche non devono superare il 2%. Anche questa certificazione, come EcoLabel, ci tiene particolarmente a ridurre l’impatto ambientale.

    Ed in Italia? Si, le abbiamo anche noi!! Per concludere questo articolo abbiamo preparato una tabella, semplice ed essenziale che vi spiega la situazione nella nostra penisola.

    benvenutoautunno

    logo-lavOltre alle certificazioni che riguardano gli ingredienti dei cosmetici è importante adoperare prodotti Cruelty Free, per questo in Italia esiste la LAV Lega Anti Vivisezione, che lotta ogni giorno per i diritti degli animali e contro ogni specie di maltrattamento, vi consigliamo di dare un occhiata al loro sito, qui, di facile utilizzo e molto educativo, dove troverete la lista dei cosmetici che hanno abbandonato i test sugli animali.